Approvato dal Parlamento austriaco la nuova legge con cui si vieta l’utilizzo del velo nelle scuole pubbliche per le alunne di età inferiore ai 14 anni
In data 11 dicembre 2025 il Parlamento austriaco ha approvato una riforma alla legge sulla scuola con cui introduce il divieto in capo alle bambine sotto i 14 anni di indossare il velo “che copra il capo come nella tradizione islamica” nelle scuole. Il provvedimento, che entrerà in vigore a partire dall’anno scolastico 2026/2027, si colloca in un contesto già noto al dibattito giuridico e politico austriaco, poiché una misura analoga era stata introdotta nel 2019 e successivamente dichiarata incostituzionale dalla Corte costituzionale austriaca.
Il precedente del 2019 e la decisione della Corte costituzionale
Nel 2019 l’Austria aveva introdotto un divieto di velo nelle scuole primarie, applicabile alle bambine fino ai dieci anni. Nel dicembre 2020 la Corte costituzionale austriaca ha dichiarato la norma incostituzionale, ritenendo che essa producesse un effetto discriminatorio diretto. La legge, pur formulata in termini apparentemente neutrali, colpiva infatti esclusivamente una pratica religiosa riconducibile all’Islam, senza incidere in modo comparabile su simboli o manifestazioni di altre confessioni religiose.
Secondo la Corte, una simile disciplina violava il principio di uguaglianza e la libertà religiosa, poiché lo Stato non può dirsi neutrale quando interviene selettivamente su una sola minoranza confessionale. La decisione ha chiarito che finalità quali l’integrazione o la tutela dei minori non sono di per sé sufficienti a giustificare una compressione dei diritti fondamentali, se lo strumento utilizzato risulta sproporzionato o discriminatorio nei suoi effetti concreti.
Le criticità della nuova riforma
Alla luce di questo precedente, il nuovo divieto approvato nel 2025 solleva interrogativi analoghi. Anche se la legge è presentata come una misura volta a tutelare il libero sviluppo della personalità delle bambine e a promuovere l’uguaglianza di genere, resta centrale il problema dell’impatto selettivo della norma. Dal punto di vista costituzionale, ciò che rileva non è solo la formulazione astratta della disposizione, ma il suo effetto pratico.
Il divieto continua infatti a incidere in modo sostanzialmente esclusivo su una pratica religiosa specifica, con il rischio di configurare una discriminazione indiretta ai danni di una minoranza confessionale. Non sorprende, dunque, che la Comunità islamica in Austria abbia già annunciato l’intenzione di impugnare la legge davanti alla Corte costituzionale. Lo stesso dibattito parlamentare ha riconosciuto che la valutazione definitiva sulla compatibilità della normativa con la Costituzione spetterà ancora una volta al giudice delle leggi.
Il nuovo divieto di velo nelle scuole austriache si configura così come un ulteriore banco di prova per il pluralismo religioso nelle società europee contemporanee.